Gianni Faccin - AICo Veneto n. 54 del 19/1/2014
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Penso da sempre che al centro vada posta la persona in quanto tale, anzi la persona con le sue relazioni. E non la sua situazione, i suoi problemi, le sue abitudini e i suoi condizionamenti, che comunque non sono da trascurare. Oggi, quello su cui occorre investire decisamente e urgentemente è l’area delle relazioni efficaci e della comunicazione. Si vorrebbe delegare a terzi queste dimensioni oppure ci si aspetta arrivino interventi centralizzati, invece, come spesso è accaduto e accade, è opportuno puntare sull’attivazione dal basso.
Relazionarsi efficacemente
Si dice “relazioni” e si pensa al compagno o al coniuge, ai figli, agli altri parenti. Forse anche alle altre persone con le quali si vive e si è più intimamente legati. E, invece, spesso non consideriamo che, accanto alle persone più importanti per noi o più direttamente influenti per la nostra vita, ci sono molte altre che ci condizionano. E non poco. Può non piacerci, ma siamo in relazione anche con loro.
Anzi, da un certo punto di vista, è proprio vero che “tutti siamo connessi con tutti”. Infatti, una sottile trama di relazioni ci tiene insieme. Allora ciò che conta è come si vive questo legame. Le relazioni si possono migliorare ma anche deteriorare e ciò dipende da ognuno di noi. Perché, alla fine, ogni persona è sempre la responsabile ultima delle sue relazioni e niente può sottrarle l’opportunità di agire per modificarle. In fondo, mutiamo davvero la realtà, proprio agendo sulle nostre relazioni.
E si tratta di orientarsi alla costruzione di relazioni sane affinché possa radicarsi la speranza di pace, di convivialità e di rispetto.