Gianni Faccin - AICo Veneto n. 54 del 19/1/2014

La via del Volontariato

Il Volontariato è, tra le altre cose, uno strumento di potenziamento comunitario oltreché individuale. Qui ci si riferisce – per quanto ovvio – al Volontariato sociale, ambito in cui si oltrepassano le motivazioni strettamente individuali e individualistiche.
Quindi, in questa sezione si fa riferimento quanto meno alle dimensioni di:

  • Fare con gli altri;
  • Associarsi per agire;
  • Attivare e sostenere relazioni d’aiuto;
  • Lavorare nella progettualità;
  • Rendere conto pubblicamente.

Si sottolinea una sfumatura tutt’altro che secondaria e preliminare: il “fare con gli altri”. È un modo di essere, non solo di fare, in quanto autentico volontariato sociale. Infatti, aggregarsi o anche associarsi, formalmente o non, implica innanzitutto superare la dimensione privatistica della solidarietà che risulta fondata su legami di parentele, di vicinato, di amicizia o di clan, ecc., in vista di un agire più ampio e motivato da convincimenti civili o etici.
Agire in forma organizzata aiuta chi fa volontariato non tanto e non soltanto per essere più efficace e quindi più bravo nel lavorare per gli altri; il volontario opera all’interno dell’organizzazione con gli altri che ne stanno fuori, ed è proprio questo il requisito che distingue l’azione autenticamente volontaria, tipica delle associazioni, dalle forme di beneficenza, tipiche della cosiddetta filantropia.