Gianni Faccin - AICo Veneto n. 54 del 19/1/2014

Esperienze di crescita

Esperienze di crescita

Guardando indietro di circa sessant’anni non ho difficoltà a rintracciare le mie tappe esperienziali.

Dopo aver frequentato le scuole Salesiane a Schio, ho svolto, molto giovane, attività di animatore prevalentemente in ambienti parrocchiali: per cinque anni nell’ambito dell’Azione Cattolica Ragazzi e poi nell’azione Cattolica Giovani di Santa Croce di Schio (Vi), mia parrocchia di origine. Lo stesso a livello vicariale. In quegli anni sono stato anche animatore dei centri estivi per ragazzi, campiscuola per giovani e animatore vicariale del CEIAL (Centro Ecumenico Italiano per l’America Latina). Altra esperienza di animatore l’ho vissuta nei gruppi di Villa San Carlo di Costabissara (Vi). Nella parrocchia di origine sono stato membro del Consiglio pastorale parrocchiale (CPP) per dieci anni e di quello vicariale (CPV) di Schio per cinque anni. Nella parrocchia attuale (Poleo di Schio) sono stato per quindici anni membro del Consiglio per gli affari economici (CAEP), dopo aver fatto parte per cinque anni del Consiglio pastorale. Il mio era un temperamento discreto almeno in apparenza, resta il fatto che la dimensione di “animatore sociale” mi ha sempre attratto e da sempre è stato il mio modo di essere, tanto di divenire la costante negli anni successivi che a seguire evidenzio per decennio.

1975/1985
Dopo la maturità tecnica (ITCG Pasini di Schio – diploma conseguito nel 1976) e durante il corso di laurea (Economia e Commercio presso Università di Verona – titolo conseguito nel 1983), sono stato animatore di gruppi giovanili in autogestione per un biennio. Proprio in quegli anni, insieme ad alcuni amici ho contribuito ad una gestione innovativa di strutture comunali realizzate dall’amministrazione locale per lo sviluppo della comunità. Mi riferisco alla nota Palestra Mario Lanzi di Schio, tra i primi esempi di struttura polifunzionale, che necessitava di una gestione mista di rappresentanti di quartiere e provenienti dalla realtà parrocchiale. Nacque così la gloriosa Polisportiva Santa Croce, fatta di giovani di belle speranze. Poi sono partito militare (Brigata Alpini Cadore – Belluno), e per un anno, pur lavorando nell'ufficio logistico del comando brigata, ho studiato per l’università e ho gestito l'annessa biblioteca militare in quella fase in disuso.
Avendo trovato occupazione lavorativa durante il militare - ho vinto infatti alcuni concorsi tra i quali il concorso presso una locale banca - alla fine della leva obbligatoria sono entrato nell’azienda di credito dove ho svolto per due anni oltre al lavoro di sportellista anche l’incarico per la CISL di rappresentante dei lavoratori per il distretto di Schio. In quegli anni ho fatto parte, come fondatore e consigliere, di una associazione denominata Giovani Cattolici di Schio Impegnati in Politica, che si ispirava a Giuseppe Lazzati. L’impegno nasceva dalla forte collaborazione con l’Istituto Niccolò Rezzara di Vicenza e con il suo direttore mons. Giuseppe Dal Ferro ed era propedeutico all’impegno civico verso la città. Infine in quel periodo ho partecipato come consigliere all’Associazione Laureati Veronesi in Economia e Commercio (ALVEC).

1986/2005
Qui raggruppo due decenni, perché essi sono caratterizzati dall’attività politica e dall’impegno professionale nella banca in cui ero stato assunto. Nel primo soprattutto l'impegno verso la città e nel secondo soprattutto la specializzazione professionale. Cinque anni di consigliere comunale presso il Comune di Schio con vari incarichi politici, di commissioni amministrative e consiliari. Particolare rilevanza ha avuto per me la nomina in data 25 febbraio 1986 a "revisore contabile del conto consuntivo per l'esercizio finanziario del 1985" da parte del Comune di Schio, prima vera uscita pubblica dal punto di vista professionale. In aggiunta, almeno dieci anni di impegno in azienda con incarichi gradualmente sempre più impegnativi, direttivi e poi dirigenziali coerentemente con la circostanza che la banca era trasformata da locale a nazionale e poi internazionale. Oggi, mi è molto chiaro che in questo ventennio ho vissuto esperienza forti di leadership non sempre ricercata, di comunicazione pubblica, non sempre gradita, di gestione risorse, soprattutto umane, non sempre agevole. In ogni caso, quanto svolto e vissuto mi ha dato un bagaglio importante sia di conoscenze su campo, sia e soprattutto di relazioni umane oltre che professionali ed istituzionali. Un bagaglio a cui attingo tutt’oggi a piene mani.

2006/2015
In questo decennio pur aumentando il carico di responsabilità aziendale comincio a chiedermi se la vita non possa essere vissuta anche secondo altre visioni e con altre modalità. Per non lasciarmi il dubbio accetto di essere coinvolto a Poleo, quartiere ove mi ero trasferito con la famiglia già da qualche anno. Ecco che ritorno ad essere animatore sociale, stavolta con richieste molto specifiche da parte del committente parrocchiale e al contempo dell’ente locale comunale. Da qui il percorso di animatore sociale per un’azione di aggregazione di un quartiere di oltre 2300 persone. Componente del CPAE e del CPP di Poleo – paziente e costante promotore di reti e relazioni – promotore di iniziative di fundraising – promotore di iniziative di comunicazione (Comunicando Insieme – PoleoInsieme – blog Cickciakbumbum – Poleoinsieme.net) – facilitatore progetto GruppoTeatroPoleo da cui sorgono successivamente l’attuale SalaPoleo e l’attuale Casa del Giovane – promotore e facilitatore partenariati nel mondo cooperativo, col Comune di Schio, con la Regione Veneto, con la Fondazione Comunità Alto Vicentino e con molti altre realtà. Un’ulteriore esperienza fondamentale in questo decennio riguarda il lavoro di recupero, sviluppo e conduzione della onlus locale: San Giorgio Onlus.
In quest’ambito: tra i promotori di OrtiPoleo (orti sociali), di Fondo Solidarietà San Giorgio (aiuto economico), di importanti iniziative di formazione sociale e di iniziative di attenzione verso la terza età nel disagio.
Il Punto d’Incontro San Giorgio, emanazione della suddetta Onlus, è il passaggio chiave per riuscire meglio nel cambiamento della comunità, nella evoluzione della comunità perché sia un po’ più autentica: lavorare su sé stessi per riuscire ad essere migliori con gli altri.
Infine in questo periodo viene a maturazione massima l’esperienza manageriale in azienda e al contempo avviene il mio incontro con il counselling come esperienza che integra l’impegno nella Onlus e soprattutto nel Punto d’Incontro San Giorgio e nelle sue implicazioni sociali. Altre partecipazioni esperienziali riguardano sempre il mondo delle associazioni: il ruolo di consigliere nel cda di Ateneo SiR – Studenti in Ricerca di Vicenza e nel cda di Unisolidarietà Vicenza Onlus.

2016/2025
Mentre sto scrivendo, penso che alla fine sia questo il decennio che mi ha dato la massima soddisfazione e la consapevolezza dell’importanza del percorso di vita finora vissuto. Infatti, in questo decennio, a cominciare 2016 si sono succedute molte esperienze diversissime tra loro. Desidero ricordare i seguenti passaggi tra le tante segnalazioni che potrei fare, tenuto conto anche della mia uscita dal mondo del lavoro nel 2018 per raggiungimento dei requisiti prtevisti:
• nascita del progetto Dimmitiascolto, divenuto servizio, ancora oggi in piena attività, evoluzione del succitato Punto d’Incontro San Giorgio;
• nascita del progetto sociale, divenuto poi editoriale, Coloriamo Insieme per una Comunità di Persone;
• iscrizione e frequenza di diversi percorsi universitari, in particolare presso l'Università di Padova;
• frequenza di numerosi corsi e seminari specialistici per rafforzare la formazione personale;
• costituzione di una nuova associazione di promozione sociale (vedi sezione Associazioni);
• partecipazione al bando Regione Veneto con la personale conduzione del progetto Insieme irRETIamo il Covid come referente dell’ente capofila;
• pubblicazione del libro Covid-19 Insieme irRETIamolo! - quale restituzione pubblica degli esiti del progetto Insieme IrRETIamo il Covid;
• pubblicazione di libro di narrativa sociale, che si aggiunge alla precedente produzione libraria, dal titolo Ora ti ascolto … e poi? -;
• nascita del progetto Librarsi Liberi grazie alla partecipazione al bando Regione Veneto succitato;
• nascita del progetto Libellula, quale evoluzione del percorso impostato con l’associazione omonima;
• collaborazione costante a livello formativo e di facilitazione o guida relazionale con varie realtà territorio;
• collaborazione ai fini del tirocinio in ambito counselling con diverse scuole riconosciute (AICo – SICO – AssoCounseling);
• costituzione di un gruppo di collegamento tra studenti e professionisti delle relazioni d’aiuto denominato Counselling&Counselor Alto Vicentino;
• partecipazione attiva e in rete al bando Sinergie della Fondazione Cariverona, con il progetto ALISEA (durata 2 anni);
• nascita di un blog personale totalmente dedicato al gioco narrativo e al valore della "distanza". Link: https://abitandoladistanza.com

(dic2025)