Gianni Faccin - AICo Veneto n. 54 del 19/1/2014

Motivazione

È la solita leva che determina ogni nostro comportamento. È così da sempre e spesso, troppo spesso, è quasi inconsapevole. Succede che rispondiamo di primo istinto ad uno stimolo, e quando ciò avviene può succedere di tutto e possono determinarsi anche situazioni tragiche. In questi giorni, si discute tantissimo del caso “Roggero”, una situazione ai limiti, che ha portato qualcuno ad uccidere d’istinto dopo essere stato aggredito (rapinato).
Al di là delle disquisizioni sulla legittimità dell’atto, resta il fatto che anche questo è il classico esempio di reazione istintiva che ha oltrepassato un necessario controllo da parte del protagonista., e in tal caso con effetti funesti indesiderati. Molti sono gli esempi che si potrebbero considerare, una cosa è certa viviamo di motivazioni, talvolta consapevoli e talvolta no. In quest’ultimo caso non si fa fatica perché la risposta è automatica e non ha bisogno di elaborazione.
In questi giorni, ho conosciuto T., una giovane donna originaria dell’America centrale. Cercando di capirci nei discorsi, una cosa interessante che mi ha colpito è venuta alla luce: “Dico sempre a mia figlia adolescente (fa una smorfia di incertezza), prenditi una meta e decidi un proposito (fa uno sguardo di sicurezza)!”.
Meta è l’obiettivo che cambia nel tempo, oggi anche da un giorno all’altro. Proposito e il progetto che prevede il passare all’azione per realizzare la meta. Come dice T.
Se guardiamo alle declinazioni note, la parola motivazione deriva dal latino motivus (capace di muovere), a sua volta originato dal participio passato motus del verbo movēre, che significa muovere. Letteralmente indica quindi l'atto di "spingere all'azione", rappresentando quel processo interiore o la spinta che orienta, attiva e sostiene un comportamento verso un obiettivo (E. Treccani). Questo "muovere" racchiude tutte le cause (consce o inconsce) che spiegano un comportamento e il bisogno fondamentale alla base di ogni nostro movimento o scopo.
Insomma, niente di nuovo, se non la rinnovata consapevolezza che di motivazione abbiamo bisogno tutti e tutti i giorni.
La prova è che quanto non percepiamo la nostra motivazione, siamo quasi depressi e infatti si dice demotivati, e questo non ci aiuta.
L’esercizio che propongo – prima di tutto a me stesso – è quella di non stancarsi mai di individuare la personale motivazione quotidiana, quale che essa sia e di passare senza indugi a darle concretezza.